prossima tappa:sconfiggere il dolore”


Il dolore cronico affligge anche gli sportivi: una sfida quotidiana per medici e pazienti

Rimini – Il Giro d’Italia ha risalito l’intera penisola, si appresta a percorrere le strade della Val di Fassa per arrivare in Val Gardena. Lungo il percorso, da Sud a Nord, migliaia di tifosi hanno festeggiato gli eroi del pedale riconfermando che questa corsa è e resta un “amore infinito“ per tanti italiani. A sostenere gli atleti, la variopinta carovana del Giro e le tante iniziative che, prima e dopo ogni tappa, celebrano la straordinaria vitalità di questa kermesse dello sport.

Come “Prossima Tappa: sconfiggere il dolore“, iniziativa informativa ed educativa realizzata da Boston Scientific, leader nel settore biomedicale, e Fondazione ISAL, istituzione impegnata nella Ricerca sul dolore, per promuovere una migliore conoscenza del “dolore cronico” e delle più avanzate tecnologie mediche oggi a disposizione per combatterlo.

Il dolore cronico, quasi sempre banalizzato e “sottovalutato” anche dai medici, affligge il 26% della popolazione italiana e tra il 16 e il 46% della popolazione europea (circa 100 milioni di persone). Fra questi anche molti sportivi, professionisti o dilettanti, che praticano diverse discipline e che sono particolarmente esposti alle “aggressioni“ di questo insidioso nemico.

Sull’argomento, molteplici le testimonianze di medici, concordi nel sottolineare che tante manifestazioni di dolore quotidiano possono compromettere seriamente la qualità della vita e che patologie come rachialgie, dolori alle grandi articolazioni (spalla, anca, gomito), mialgie, ecc. possono e devono essere curate nei Centri Specializzati, oggi circa 200 sul territorio nazionale.

Dalla Sardegna, il dottor Rosario Chianese, che gestisce due ambulatori di terapia del dolore a Sassari e ad Alghero, ribadisce che “curare il dolore cronico, che può trasformare la vita in una sofferenza insopportabile, è una sfida medica, un impegno deontologico e un sacrosanto diritto per ogni cittadino. Purtroppo, la ricerca scientifica non è stata prodiga nel mettere a disposizione nuove molecole e farmaci innovativi, anche se la spesa sanitaria sul dolore sfiora, in Italia 3,4 mld di euro (fonte Aifa). Si aggiunga, a questo, la carenza di informazioni istituzionali sull’esistenza di Centri che si occupano di terapia del dolore”. Risponde il dottor Sergio Mameli, responsabile di un Centro di terapia del dolore a Cagliari, il quale ricorda che “la qualità della vita dev’essere il primo obiettivo di ogni terapia antalgica. Per esempio, la neuromodulazione è indicata soprattutto per il trattamento del dolore neuropatico, e in tutte quelle situazioni in cui si ha scarso beneficio dalla terapia farmacologica o in presenza di effetti collaterali importanti correlati ai farmaci”.

E sulle tecniche innovative di cui la medicina moderna dispone il dottor Massimo Innamorato, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Terapia Antalgica del Dipartimento di Oncologia ed Ematologia – Ravenna, si sofferma sui neurostimolatori: “Il centro che dirigo è uno dei due centri Hub di Terapia Antalgica della Regione Emilia Romagna, ed è centro di riferimento per la Romagna per la Neurostimolazione Midollare: tale terapia è utile e a volte indispensabile per il controllo del dolore cronico localizzato alla schiena e alle gambe. Tale terapia tende a contrastare con ottimi risultati il dolore generato da interventi neurochirurgici a carico della schiena, o da patologie vertebrali che determinano una stenosi del canale vertebrale con conseguente difficoltà a compiere anche pochi passi. Non vi sono distinzioni di età sia nella selezione che nell’applicazione di tale terapia che se pure sempre maggiormente impiegata con ottimi risultati, e presenta sicuramente notevoli margini di crescita ed applicazioni future”.

Al coro si unisce anche la dottoressa Elisa Greco, dal Capt di Praia a Mare a Cosenza, ponendo l’attenzione anche sugli sportivi: “La gestione delle patologie dolorose dello sportivo rimangono ancora oggi più appannaggio dei colleghi ortopedici o medici dello sport. Una cultura della cura al dolore dovrebbe portare a capire e a conoscere le diverse armi e competenze che la terapia del dolore impiega nella gestione e nella cura delle patologie dolorose dello sportivo. Un concetto fondamentale spesso tenuto in scarsa considerazione da colleghi e pazienti è che la gestione del dolore in corso di patologie che necessitano di una approccio prettamente chirurgico o riabilitativo porta ad una migliore aderenza alla terapia fisica, una migliore riuscita del trattamento riabilitativo, una piu’ facile gestione del paziente stesso, migliorando la qualità di vita dello sportivo che necessita di affrontare un percorso di cura a partire dalla più attiva e serena partecipazione alle cure stesse. Per non parlare del fatto che molte sindromi dolorose vanno affrontate precocemente per non incorrere nei fenomeni di cronicizzazione e neuroplasticità aberrante che sono alla base del permanere della patologia dolorosa”.

Ancora dalla Toscana, Giuliano De Carolis, anestesista esperto in neurostimolazione e specialista presso l’unità operativa di terapia antalgica e cure palliative dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana, si sofferma su terapie e tecniche all’avanguardia a disposizione di tutti: “Il mal di schiena, ad esempio, è la patologia che vediamo più frequentemente nei nostri ambulatori e sicuramente quella per cui abbiamo più possibilità di trattamento tra cui la neurostimolazione che, in patologie dolore complesse come il mal di schiena causato da un intervento chirurgico, (FBSS: Failed Back Surgery Sindrome) ha ottimi risultati quando inserita in un percorso che ne valuta l’appropriatezza

Le risorse terapeutiche per il dolore cronico sono molteplici. In base alla diagnosi di dolore ogni paziente segue un percorso terapeutico personalizzato che inizia con la terapia farmacologica e in base ai risultati prosegue con approcci più interventistici come infiltrazioni e radiofrequenze fino a arrivare all’impianto di neurostimolatore. Per avere risposte terapeutiche adeguate è però importante che i pazienti con dolore cronico siano seguiti in centri specializzati.

Il Team di ISAL e Boston Scientific segue ogni tappa mettendo a disposizione di tutti, atleti, organizzatori, giornalisti, pubblico, informazioni e documentazione sui Centri specializzati presenti in Italia e sulle terapie disponibili per sconfiggere i dolori più diffusi, ma anche per scoprire le “nuove frontiere” della scienza biomedicale e le innovazioni terapeutiche che si sono dimostrate efficaci, laddove trattamenti farmacologici o interventi chirurgici non abbiano dato i risultati sperati. Basti ricordare, fra questi, la “neurostimolazione spinale”, intervento che prevede l’impianto di dispositivi minimamente invasivi e che ha consentito a molti pazienti di riprendere qualità di vita e attività sportiva.

Informazioni:

www.fondazioneisal.it

Facebook: Fondazione ISAL

Twitter: @FondazioneISAL

Per informazioni sui centri di terapia del dolore:
numero verde 800 10 12 88, attivo dalle ore 9.00 alle ore 13.00

I centri di terapia segnalati dal ministero della salute:
http://www.fondazioneisal.it/i-centri-di-cura/

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