Palermo – Il testo integrale dell’intervento del Sindaco Leoluca Orlando, pronunciato stamani, dinanzi al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della cerimonia per il 110° anniversario della Federazione della Scherma, con l’inaugurazione della mostra del medagliere della Federazione stessa.

“Un deferente e caloroso benvenuto a Palermo al signor Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Desidero ringraziare per la loro presenza il Presidente della Regione Siciliana, l’Onorevole Nello Musumeci, il Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, l’Onorevole Gianfranco Micciché, tutte le autorità presenti e tutti coloro che sono qui oggi a condividere questo momento.

Benvenuti a Palermo, Città di Culture, di tutte le culture e sicuramente della cultura sportiva in questo anno in cui Palermo è Capitale Italiana della Scherma.

Celebriamo in questi giorni i primi 110 anni della Federazione Italiana di Scherma e lasciatemi dire che è un privilegio poter festeggiare questo prestigioso anniversario nella nostra città, è un privilegio poter condividere e celebrare questo orgoglio nazionale. La federazione Italiana di Scherma è un orgoglio nazionale e nel mondo, basti pensare che circa il 20% del medagliere della storia del nostro Paese appartiene a questa federazione.

È sempre la federazione che porta più medaglie a casa in ogni competizione, sia olimpica che mondiale, una pura eccellenza.

La Federazione e gli atleti non si sono limitati ad “atterrare” a Palermo ma hanno vissuto questo periodo di avvicinamento alla competizione in un’ottica di comunità.

A Palermo la nostra visione risponde alla frase “Io sono persona, noi siamo comunità”.

Partiamo dalla parola “persona” il cui significato originario è quello di “maschera” proprio come la maschera che gli atleti della scherma indossano in pedana e che li rende tutti uguali ma non annulla la loro individualità.

“Io sono persona” perché ad ognuno deve essere riconosciuta la propria individualità e ognuno deve vedere riconosciuti i propri diritti; “noi siamo comunità” perché tutto ciò non può che accadere in una ottica comunitaria.

Una visione che è contraria ad “io sono individuo, noi siamo gruppo” contraria cioè all’egoismo dettato dall’individualismo e contraria alla soffocante logica dell’appartenenza.

E lo sport non può che essere vissuto in una dimensione comunitaria, quand’anche ci si trovi solo su una pedana davanti ad un avversario col fioretto in mano, per raggiungere questo momento tante saranno state le ore di allenamento, di insegnamenti, di sudore insieme; e non possono che essere vissuti insieme i festeggiamenti per una vittoria, per una stoccata vincente.

Risponde sicuramente a una visione comunitaria della vita la scelta di disputare insieme i Campionati Italiani Assoluti di Scherma Olimpica e Paralimpica, una scelta cui va tutto il mio, tutto il nostro apprezzamento. Lo sport e la scherma hanno assolto e assolvono al ruolo di agenzia educativa promuovendo i valori di correttezza, impegno, disciplina, educazione alla diversità, agonismo nel rispetto dell’avversario.

Il periodo di avvicinamento a queste giornate ha visto gli atleti e la Federazione partecipare e vivere le scuole palermitane con “Le pedane vanno a scuola”, e vivere altre iniziative cittadine come La Domenica Favorita, il 23 maggio in Piazza Magione, ha visto cioè gli atleti e la federazione far parte della comunità palermitana.

Amo ripetere “chi arriva a Palermo diventa palermitano” e posso dire che sia la Federazione sia gli atleti sono dei veri palermitani.

Sono talmente palermitani che gli verrà concessa l’occasione di disputare le fasi finali della competizione in Piazza Bellini, dinnanzi i monumenti patrimonio dell’umanità inseriti nella world heritage list UNESCO, un orgoglio nazionale, la scherma, dinnanzi ad un altro orgoglio nazionale, il nostro patrimonio Unesco.

Vinca il migliore ! Palermo, quest’anno dichiarata Capitale italiana della scherma, ha già vinto ospitando la Federazione e i Campionati italiani di Scherma!

Adesso vinca il migliore in pedana! In guardia!”

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